POESIE NEL VENTO DI UNA CARTA DI GELATO

NEL VENTO DI UNA CARTA DI GELATO

(Versione beta)



IN UN RESPIRO (NOSTROCUORE)

Tornandoacasalanottedelmiocompleannoperlestradeoradesertedelquartiereavvoltedallanebbiaguidandoinessachefiocaleluciascoltandomusicareggaeavolumeidoneotemperaturaesternamenoduestobenegrazienostrafortunaėgrandecomenostrocuore.



F2


Compasso nel cielo

I raggi, il sole

sul piano inclinato 

di un bivio autunnale

Così ti ricordo.

Il modo temporaneo

di due giovani adulti innamorati

Nel grano che diventa cemento.




COME ALLORA


Come allora, come una volta

Esco per un volo

A vedere la luna

Quando gli attimi si allungano

E le penne intente fremono

Ai campi di nuvole sterminati.

La valigia del gorilla

Pesa di valorose opinioni

Qualcosa sempre irrompe

nelle nostre vite

Che tutto scompiglia e segna.

Memorie da autogrill.

La tapparella sale al giorno fuori.

Cielo rosa e rondini verdi

Notte era, di neve in bianco e nero

È ora il sole 

dietro ai girasoli

O agli alberghi sulla spiaggia 

di Viserbahia.




SETTEMBRE


Questo tempo

Tra le vanesse bianche

Che si alzano nel grigio dell'aria.

In questo tempo

Aspettto che vita torni

Ripasssi da qui

E devo essere sveglio.

Tornano auto sporche di sabbia e di corallo.

Un'Epifania fuori sincrono

Il 6 gennaio di un tempo lontano, 

ultimo giorno bello.




QUANDO GIRA IL MONDO


Quand'ė che il mondo gira...

Quando compri la seggiolina

E il bimbo 

Si siede.




BLU


Che fine hanno fatto quei pomeriggi struggenti, violenti di un azzurro profondo 

E di nuvole bizzarre di candore

Una cupola immensa di spirali, refoli, contrasti

Strappi decisi, senza sfumature

Quel cielo capace di attirare a sè il mondo

Come fosse un abisso.

Là, sopra gli alberi, i palazzoni e, dietro, le gru 

dai profili avversi

E tu eri lì come me.

Com'è lontano l'amore, quell'amore alleato e paziente.

E quel cielo

Splendido che prendeva la gola e ancora ci riesce

Persino dal bianco e nero di una fotografia.

Si ripristina, a volte rivive 

in un tenero sempre

Il blu.




ARIA 3


Viderba , aria terza.

Luci sul mare, rondini incendiate

di gioia e di freddo

Matte,

Da qui posso vedere le  flotte turche e le balene arrivare

E aprile che scherza coi cani

Giù alla spiaggia.


La macchina fotografica e un libro

Qui sul tavolino del bar.

Vuoi giocare con me? 

Dimmi, giocheresti con me?

Non era quello il segnale per l'universo?

Non quella la scena del film?

Passaggio bello di aironi

E vele triabgole lontanNze.

Respiro. Il mondo ė di quelli che vogliono qualcosa.

Ecco perchè le rondini impazzie

E nel volere più nulla, io. 




PROSAICA


Una luna gigante 

Con immutata grazia,

Due a guardare le stelle,

Testa tonda di bestie

Due fiori di campo bianchi gli occhi

Le orecchie, tese ali di farfalle

Fragore lontano di esplosioni siderali.

La vita, di norma imprevedibile

Ora sembra cosa fatta e ricordo.

 - Eppure quando sono nato

   Qualcuno mi ha trattato come un dono del cielo...

-  Ma infatti... 

- E ora?..


Due bambini che si annusano negli occhi

Per andare dopo quello che sanno dire

Due note della stessa armonica

Due pesci venuti su dal mare

Ognuno il suo bicchiere d'acqua

Per poter respirare

Due che hanno sbagliato e si sono persi




SCIARADA

Nuvola

Contessa del vento

Alfiere e cavallo ti scorta

In basso sui campi

Di un eterno Medio Evo.

Vento leggiero, portata

degli eventi è tale

Che daqui non ci si muova.

Questo destino d'uomini

Èchiamato Fortuna.




IPATOA


Venere scarmigliata Venere

Sentore di bellezza 

Fulgore di onda 

Mistero e oltranza

Patema dolce di essere lì per non andar più via

Avrei voluto arrivare sulla moto

Colore preciso del cielo di Fanes

La barba lunga e il gabbiano fermo in alto nel vento, impresso 

in un angolo del cielo a specchio 

dei miei occhiali blu, incastrati sulla faccia.

Come un Ulisse 

Dalla pianura.


* * *


Ti saresti innamorata perdutamente

Venere che dai il sentore al mare

Venere di Ipatoa di noi

Prepotenza di giovinezza

Voglia di vita tra i denti bianchi e l'odore 

che fa

La tua pelle al sole.

Certi sorrisi che si vedono solo al mare


* * *


Ascolto, se mai dicessero che devi arrivare, 

Magari col prossimo treno 

o col prossimo temporale.

Ti aspetto, costume sbiadito e  un ciuffo d'alghe e sabbia i miei capelli ma:

Il mio mantello ė un telo, di cittadino onorario riminese, 

tessuto in un tempo lontano di eroi 

Che quello eravamo, senza saperlo

E c'era chi ci amava

e non gli abbiamo creduto.


* * *


Ho due minuti lunghi da giocare sul finale del giorno, 

due biglietti per entrare gratis nel tramonto

e chiudere il cerchio di mille estati. 

Ti restituirei la tua perfezione, 

imprigionata nel pareo d'oro 

d'argento, ricami di salsedine e conchiglie 

che un dio antico con un colpo di vento

ti portò via per poterti guardare

E che da lui ho comprato, per via della sua magia

di farmi resistere al parlare d'amore del ricordo.


* * *


Di quando mangiavi il gelato e gli occhi erano due archetti

Uguali a quelli dei personaggi dei nostri giornalini.


* * *


Onda onda onda che arrivi e già te ne vai

E nulla di tutto questo basta a tenerti...

Volano nel cielo stellato i kite-surfers

E gli amanti incastonati

Pennellando azzurritudini.




FONDAMENTALE


Restare fermi qui

Non muoversi

Pisciarsi addosso

Piuttosto che perdere il posto in questo tour

Nei ricordi belli di una vita.

Imparare a dirigere i propri pensieri.

Fondamentale




CAMMINI


Di notte gli uccelli incantati

Il teatro della luna.

Le orecchie nel vento quando corre il cane

Il rumore della pioggia sul tetto della macchina 

e noi nascosti dentro 

Smettere di urlare

E non staccare gli occhi dagli occhi.


Un arancio carico di frutti 

Svegliarsi con un raggio di sole sulla faccia

La mano che gioca con l'aria 

fuori dal finestrino, come d'estate

L'odore di tegole e gerani sui tetti di Bologna.

E ancora guardare

La neve nevicare.

Questi.




AVVENTO (51223)


Nemmeno lo ricordo

L'ultimo Natale insieme

L'ultima volta

che ci siamo scambiati

Uno sguardo e un sorriso

Di quelli veri

Di quelli di una volta

Ma so che se ci penso sento

Qualcosa che punge

la bocca.




MONDO MINORE


Sono rimasto io, non è un problema

A far suonare Alfie alle corde, goccia a goccia

Con le note come lacrime che cadono sui piedi 

e restare così a sentire quel respiro girare, 

In un punto preciso, dietro gli occhi.  

Nelle 4.40 del mondo

Un filo di voce dalla radio

Il fiore del tramonto 

Ora trema nel buio.

Mattino in agguato

Tutto è pronto.




SOGNO OCCIDENTALE


Un re di pietra

Seduto su un trono

Mi guarda dal fondo della grande sala.

Non conosco il suo nome.

Le finestre sono archi ombrosi di un chiostro,

Sull'altro lato, dietro ai campi di grano abbandonati

 il mare, in lontananza.

Polvere, semioscurità, interrogativi,

Sembrerebbe un rebus. 

Non conosco il suo nome.



X


Guardo il giardino buio sotto la pioggia ai pochi lampioni

Mi sfugge di bocca

Un Che bello... Ma solo perchè sono al riparo

Il giorno grigio fradicio realisticamente promette

Schiaffi di neve

Che bella



TERRA

Ai miei piedi

Un mucchio disordinato di fogli

Appunti che non ho voglia di rileggere 

E ricopiare

E che butterò via.

Che sarà mai....




IL MOMENTO PRECISO


Conosco di precso il momento

In cui ti ho perso.

Eri davanti a me

Su una bici troppo grande

Una delle mie

Pedalavi allungandoti ma ce la facevi.

Sei entrato nel Velodromo

Come una piccola anatra

In uno stagno

Verso gli altri. 

Dentro di me

In quel preciso momento

Ti ho lanciato

Come si fa con un aereo di carta.

Il mio piccolo lavoro lieve

Che tiravo al mondo.




XII


Alle tre

Un cane abbaia improvviso

Il suo sfrego di ruggine.




BARK


I panni stesi tra le nostre rose,

c'è nebbia e c'è vento,

Minacciose ombre volanti 

Alla grazia dei fiori.

Pare Transilvania oggi il mondo.

C'è un uomo che entra nell'alba grigia

C'ė un'auto grigia che gli lampeggia,

Schiavi senza domande, entrambi.


Lasciammo giorno dopo giorno sotto alle fronde

Il nostro tempo migliore a scadenza.

Curvo pipistrellante Dracula

Si nasconde dietro alle siepi in un mantello di sfuggita.

Fa segno alla lepre dei giardini con l'indice sulla bocca

E la lepre ride.




BURDĖLA DE VISERBAHIA


La ragazza, vestito rosso lungo 

fino alle ruote

Sfreccia sbracciata su un monopattino. 

Sbandierando

il drappo stampa la posa

La bellezza ferma delle gambe.

Pare uno spirito bionda 

Scorre sullo sfondo del lungomare

Sfreccia immobile statua del Compianto

All'ora degli aperitivi

Scansando vagabonde figure bruciate.




BIANCAVISTA


Qualche rettangolo, un cerchio

Biancavista dalla spiaggia, Rimini

Sfondo per solitudini passanti 

Filosofiche ultime fotonìe

Cani entusiasti e gabbiani d'altura

Tutti ad annusare il mare che diventa blu petrolio.

Tutti i viventi indistintamente meditando vendetta.




PROFILO


Occhi magri, la ventiquattrore con le poesie

Nel baule della macchina

E in un assolo il dolore

Sorriso e crampo di un amore finito, sulla faccia di adesso.

La maglia del chitarrista ha uno sdrucio 

All'altezza della scapola sinistra.

Ė quello il segno.




LEZIONE DI STORIA DI FIORI DI CAMPO


Quando gli Achei risalendo il Reno

All'improvviso videro gli alberi di eleganza

Accesi di luce bianca dalla Primavera

Con lo zingaro che stava a fissare le navi nere, con aria di sfida 

a mani nude sulla riva, pensando maleparole misteriose,

Scesero come si fa dove nessuno ti conosce.

E puoi ancora essere quello che sei 

e chiudendo gli occhi sognare, 

sentendo che quel posto ti appartiene e tu a lui.

Così arrivarono, protetti da chissà quale dio.

Lo zingaro parve scomparso nella terra.


Al Caffè di Alice lo conoscono, vive da mille e passa anni 

in una crepa del cemento nella base di un traliccio demolito,

Rifiutato l'affitto nelle case popolari.

Lui ha visto le battaglie tutte

E ancora vede, se stringe gli occhi,

I guerrieri volteggiare e morire.


Si sente, in certe giornate di Aprile

Il respiro di un mare lontano 

Portato da vele invisibili

E un vecchio mitra sommerso

Nascosto nel greto del Reno da ragazzi

Ogni anno, quel giorno, riaffiora.




CAPOLINEA


Seme del nostro noi 

Tutto finito, in uno stracciarsi di incubi e sogni di non riuscita.

Esiti sorprendenti del dolore: le giovani vite.

E com'ė bella Bologna

Vista passando da un autobus sparato nell'afa

Con le case arancioni le chiese e i campanili.

La geometria sacra manifestando in risultati strepitosi

un travisato senso di Dio.


Scendo ai topi e alle cicale,

un quartiere non mio.

Ai canti gregoriani con le rondini dei mattini d'estate,

Comunque mi giri, oggi

Pare che, sbagliato tutto,

l'uomo tocchi il cuore.




KING OF THE BEACH


Con foglia di acanto

Su una lapide di piada secca 

dura come pietra

Sulla tomba del re della spiaggia

Epitaffia uno scontrino del bar Katia (il conto è per quattro)

Con scritto sopra

"Era uno come tanti,

e in fondo era quasi riuscito a sembrarlo..."

Probabilmente al largo, sotto un paio di metri di sabbia.

Ė solo nell'asprezza del linguaggio del bagnino

Che ogni tanto se ne trova parola e riferimento,

quando lui sente di suo salire tutta la tristezza del mondo

E maledicendo "il ragazzo", così lui chiama il mare,

bestemmia in dialetto contro tutto e tutti,

Qualcuno lo ha visto bere la luna

E picchiare il sole con un remo del moscone rosso,

in quei momenti senza la carezza di un dio

"Uno scoglio al 14!"

Un grido lontano

Un universo fa.

Un'epopea romagnola di sboroni consumati

a cui nessuno più crede 

e che non interessa più.

Passa sui nostri castelli di sabbia

il rastrello implacabile

E a notte

Fantasmi spettinati stracci

Sulla spiaggia.




NOSTOS


Lì di notte

In quel sentirsi appena delle chitarre elettriche spente,

In quell'odore d'ombra

Aria nell'aria, stereofruscio,

Come piccole onde di un mare tranquillo,

Lī ogni notte piegato come un aereo di carta

Passa lo spartito.




NOSTOS 2


La mia casa lontana sul confine

Un momento di bene

Da bambino comunista tra i miei simili

Gli abitatori delle case uguali.

Scarpe e mamme uguali

Giocando sugli stessi identici pavimenti

Ma di ogni casa ricordo un odore diverso.


Nell'ugualitudine dei cortili

Nelle periferie che ci sembravano infinite.

Frontiera memorabile, attracco di speranze di bene,

Intrisa dei nostri futuri.

Accompagnavo mia madre 

Attraverso il campo delle margheritone gialle.




LA BARCA E LA LUNA


Per la strada in viaggio, un angelo custode

Un re e un giullare e quanti altri ancora chi lo sa

Chi siamo veramente e quanti.

Sogni infranti occhi 

senza voce

Nessuno che giochi a baseball

In questo mondo,

Paesaggio urbano abisso.

Dove qualcuno non vuole che finiamo il libro

e ci manda il sonno nemico

L'aeroplano di carta che passa nello Zodiaco, 

con su scritta la musica, da inseguire.

Andare sulla moto senza casco, mitologia degli ultimi.

La fila delle note

Fino a casa.




NEL VENTO DI UNA CARTA DI GELATO


C'è un vento

Che tutti ci disperde nell'estate

Con un bacio sulla guancia

Di un colore misto 

di baci uno sull'altro,

Che non si seccherà mai.

C'è un paesaggio di briciole di stelle e lama di coltello tutto intorno

Ci sono gli anni scappati inseguendo

Voli immobili di gabbiani

Sul bordo del mare.

Dove turbinano nel vento pagine strappate di un diario.

E c'ė la schiena curva

Che deride e sgrida proprio colui

che te la fa piegare

E ci sono tramonti

che sembrano quelli del '63 uguali

Che ancora mi sdraio sul muretto bianco

A guardarli.

Si sfumano i margini di ogni circostanza

In un che di tenerezza

Ulisse e Don Chisciotte eroi

Si guardano indietro:

Il cavallo è piccolo

Quando giocavano insieme,

di legno azzurro.

- Ti ricordi Troia? Gliele abbiamo suonate...

  La nave aspetta. Ci sono pane olio sale e vele nuove di foglia e di farfalla, 

  sartie di ragnatela e stelo, per il viaggio che ci attende.

- Sorge dal mare il mostro che consueto ci accompagna...

- C'è una lacrima nel vento!

- La mano farà male per un po'... In forza di tanto salutare chi rimane

- Poi passa...

Non dimenticare,

Non fermarsi.    

  

Vita

Che stai in una mano,

Andiamo




SORRISO


Possiamo

Sederci sotto un albero

Una mattina d'estate

E leggere insieme Il grande libro del gorilla

E meditare

Possiamo ascoltare la musica in due

Un auricolare per uno

E appoggiando un'orecchio all'altro

Vedere se si sente la stereofonia

Possiamo

Appoggiare le mie labbra in un bacio

Nell'odore dei tuoi capelli

Possiamo toglierci le scarpe e camminare

Come sulla riva del mare.

Un gran sacco di cose possiamo.

Vuoi



MRS HOBBES YAMAMOTO


Stiamo qui

Ad aspettare

La morte insieme

A dipingere, mangiare

Fare una foto, una carezza

Stiamo qui

Nei minuti che passano

Questo ti direi

Se solo tu fossi ancora con me.

E il mio vecchio cuore farebbe le fusa.


Raccolgo una tua foto da terra

La pulisco col palmo della mano,

Come eri bella

Come eri bella.

Ora, sarai già rinata

Tigre




SONGS I LOVE VOL.II - ENDLESS LOVE


Ci sono occhi sguardi

E piccoli frutti 

Nel fermo immagine

È un pezzo della nostra vita che, sorridendo,

Ci lascia.

Voce dentra

Ci sono ricordi

Misteriosi come sogni

E poi ci sono fulmini

Che rigano il cielo e noi,

cullati da un valzer, constatiamo

che ogni nota sia dipinta.


C'è un minuto per suonare

L'infinito amore

Vi lascerò negli occhi


         

                

INVESTIRE NELL'AMORE


C'è

Giallissima

Una gran pozzanghera di foglie

Sotto un albero nero


C'e non piango 

Mi è andata la pioggia negli occhi


C'è una rabbia calma in me




TECNICA (8 Dicembre 2025)


Sono questi dunque i giorni.


Ho sognato un bambimo

Era un Raffaele

Era tutto contento, sorrideva

Mentre andava via

Era come se lo avessi liberato.

Ero io




NEVICHERÀ DI NUOVO


Tempi senza tempo

Cuori nell'abbandono pesci in un mare nero

Pioggia negli occhi

Il garbo strambo di Renato Sellani

Rallentando

Due piccolissime note acute

E il pianoforte sembra spegnere la luce

Alla fine del brano.

Nevicherà di nuovo.




TUPPERWARE


Non hai vissuto appieno

Se non hai conosciuto

L'amore in un tupperware.




XXIX


Cavalli magri

Della mia infanzia

Lo specchio antico riconosce

Il cane di pezza e ha un fremito.

Va in frantumi 

commosso.



XXX


Resta impresso nel cielo

Il gesto degli uccelli in volo e dei capelli lunghi

Di una donna davanti al mare, verso che tramonta.

Restano i quadri

A guardarci dai muri

Con gli occhi dei ritratti o senza

Carichi di nostro sguardo.


E i ricordi più sepolti, i cancellati restano

Più degli altri

Appesi in cantina

Come i salami dei nonni contadini.




MAGARI


Ne riparliamo il prossimo inverno

Davanti a un bicchiere di neve.

I sì strappati 

Il niente di personale

Che ci caratterizza.

Le poesie nel vento 

Di una carta di gelato.



RISCATTO


Un guanto da baseball pieno di fantasmi 

e il gatto Pigreco che arriva sui tetti di via Gombruti

Praterie di onde come vetro

Verdi che ho sognato

Il cuore giallo dell'estate

Parole impazienti, aspettano un cenno d'intesa.

Tornare, lontano.



jUNG E I TUONI


Con facile oracolo

Si potrebbero contare

Le volte che ci rivedremo.

Tolgo le pile dalla radiolina

Ora che è finito il campionato.

Salgono tutte insieme

In un'onda di cavalli di Sironi

Le emozioni trattenute da sempre

Strozzano in lunghe lacrime di vetro

Grida di cielo

Fuoriuscite dal cuore dell'uomo.

Guardo il mare delle Hawaii

E le balene, magnifico pensare

Essere qui insieme.




COMMEDIA


Il nostro si aggira per lo studio/soggiorno (una piccola tv è accesa)

Trafficando con dei libri, uno ha la copertina tutta scritta

Un vecchio regalo

Una dedica, evidentemente.

Lui si ferma un attimo a guardarla

La grafia ė tonda e regolare

Elegante ma non curata

Veloce e sicura comunque

Di altri tempi

Ah Ah! No, ti ho visto! (ridendo) - (Applausi del pubblico divertito)

No, eri nascosto dietro la tenda!

Si vedevano le scarpe (ride) 

(Il nostro continua ad aggirarsi per lo studio con dei libri in mano)

Tutto da rifare

Scherzo non riuscito.

Ma perchè parlo al passato?

(Stava solo ricordando) 

(È perplesso)

(Continua a parlare)

Pensa che a Pittsburg

Stanno giocando la partita di baseball sotto la neve!

Ho visto Fernando Rodney  (indica la piccola tv)

prima di salire sul monte di lancio

Aprire la bocca per mangiare i fiocchi

E altri giocatori...

E gente del pubblico sul maxischermo

Con la lingua fuori per farceli posare sopra.

E lo skyline nella tormenta... Fantastico...


E guardandosi attorno nello stadio e nel cielo

Fernando sale sul monte, 

cuore risolto dei suoi antenati schiavi

Consapevole di vivere 

Un momento irripetibile.


Il nostro, guardando la tv:

A pensarci, che miracolo...


(Sospira, Sipario, Fine)




SERENATA COMPRENSIBILE (clicca qui per ascoltare)


Vieni fuori

Che si sta benissimo

A buttare via il rusco

Contare le stelle invisibili

Vieni

A seguire col dito il volo di notte degli aironi sul fiume

(Reno)

E le meteore sgranarsi in fuoco

Come teste di fiammiferi, nell'atmosfera

Poco sopra le case

Vieni

A ascoltare il rumore elitreo del vento muscolare

Energico strofinante

Le foglie emotive

Del grande albero sacro di via Altobelli 32

Che proprio stasera

Compie mille anni.


Poi,

Poco più in là,

Sul marciapiede, tenerezza incontrai

Infinita

Del vecchio cane lento che a una ventina di metri segue il vecchio padrone, 

che nemmeno sembrano uno dell'altro

Leggermente meno lento di lui 

coi suoi escrementi in un sacchetto dondolante basso nella mano moriranno

Da soli 

Insieme

Questo mi viene da pensare

Vorrei fermarli, dire

Avvisarli di cosa non so

Avvisarli dell'amore elastico che li unisce

Anche perduto nell'abitudine

O forse

Proprio lì trasceso

Dirgli che loro bellezza io vedo,

Talmente troppa 

Che fa quasi male.


Poi,

Lance di luce blu

Due volanti, quattro poliziotti di pattuglia in pizzeria d'asporto

Bambini giocano la palla, 

sfiora auto addormentate

Io penso all'amore, al mare

Al cuore di panna di una tivù lontana, 

a scandire l'estate

Alle mille altre iniziazioni che verranno

Nel cerchio giallo

Di altre mille sere, 

incantate.


                                                             




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